So quanto investo. So quanto vendo. Ma so come la mia impresa viene rappresentata quando non sono io a raccontarla?
Conosco il mio mercato.
Conosco i miei concorrenti, i prodotti che funzionano, quelli che hanno bisogno di essere sostenuti, i clienti che voglio raggiungere e i mercati nei quali voglio entrare.
So quanto spendiamo sul sito, sulla comunicazione, sulla rete commerciale, sulla SEO, sull'advertising e sull'acquisizione.
Posso leggere traffico, conversioni, marginalità, costo di acquisizione, richieste commerciali e fatturato.
Ma oggi devo mettere sul tavolo un'altra domanda.
Quando un cliente chiede a Google, Gemini o ChatGPT quale azienda scegliere, quale prodotto acquistare o quali siano le alternative migliori per risolvere un problema, che cosa accade alla mia impresa?
Compare?
Viene riconosciuta per ciò che realmente è?
Le vengono attribuiti i punti di forza sui quali abbiamo investito?
Il sito ufficiale è considerato una fonte?
Entra nel confronto con i concorrenti che conosco?
Viene raccomandata?
Oppure qualcun altro prende il suo posto?
C-ERO nasce per trasformare queste domande in informazioni utilizzabili dalla direzione.
C'è un nuovo spazio competitivo. E non coincide più soltanto con la posizione su Google.
Per anni abbiamo lavorato per essere trovati.
È stato corretto.
Continueremo a farlo.
Ma la ricerca digitale si è ampliata.
Google Search integra sempre più esperienze di risposta assistite dall'AI. Gemini e ChatGPT possono elaborare una domanda, recuperare fonti, sintetizzare informazioni, presentare alternative e, in determinati contesti, aiutare l'utente a restringere la scelta.
Questo cambia il punto di osservazione.
Una ricerca può ancora portare l'utente verso il nostro sito.
Una risposta può però iniziare a costruire la decisione prima che quella visita avvenga.
In quel momento non controlliamo la pagina sulla quale si forma la risposta.
Possiamo però cercare di capire quale ruolo ci viene assegnato.
Siamo presenti? Siamo una fonte? Siamo un'alternativa? Siamo tra i soggetti confrontati? Siamo raccomandati?
Oppure la risposta viene costruita attraverso concorrenti, marketplace, directory, fonti editoriali e altri soggetti mentre la nostra impresa rimane fuori?
Questo non è un tema “AI” da delegare perché di moda.
È un tema di rappresentazione competitiva dell'impresa.
Se Gemini consiglia un altro, voglio capire chi e perché.
Se la mia azienda non viene raccomandata, sapere semplicemente che “non compare” serve poco.
Voglio capire chi occupa quello spazio.
Se compare un concorrente, voglio sapere con quali attributi viene descritto.
Se viene citato un marketplace, voglio capire quale ruolo sta assumendo.
Se una fonte editoriale viene utilizzata per costruire la risposta, voglio sapere perché quella fonte pesa nella rappresentazione della categoria.
Se la mia azienda compare ma non viene raccomandata, voglio distinguere questo problema da quello di un'impresa che non viene neppure riconosciuta.
C-ERO separa precisamente queste situazioni.
Perché richiedono decisioni diverse.
I miei competitor potrebbero non essere gli unici soggetti contro cui sto perdendo spazio.
Questa è una delle conseguenze più interessanti per chi dirige.
Il soggetto che sottrae rappresentazione alla mia impresa non è sempre il concorrente che incontro in gara, in una trattativa o nel listino del distributore.
Può essere un marketplace che intercetta la domanda prima di noi.
Può essere una directory che diventa fonte per l'identificazione.
Può essere un portale editoriale che definisce il linguaggio con cui l'intera categoria viene spiegata.
Può essere un aggregatore.
Può essere un marchio relativamente piccolo che presidia meglio alcune domande.
Può persino essere un'entità omonima che sottrae chiarezza.
C-ERO definisce questi soggetti rival quando occupano un'opportunità di riconoscimento, visibilità, citazione, confronto o raccomandazione rilevante per la nostra focal entity.
Per un CEO non è una classificazione accademica.
È un ampliamento della competitive intelligence.
Prima di spendere di più, voglio capire dove intervenire.
Immaginiamo che la direzione concluda:
“Dobbiamo aumentare la nostra presenza nell'AI.”
La risposta più immediata potrebbe essere:
“Produciamo più contenuti.”
Ma se il problema fosse un altro?
Se il marchio fosse ambiguo?
Se l'impresa fosse descritta con informazioni incoerenti?
Se le schede prodotto contenessero i dati, ma fossero organizzate in modo difficile da recuperare e confrontare?
Se il sito ufficiale fosse meno completo di un marketplace?
Se mancassero relazioni chiare tra impresa, marchio, prodotto e categoria?
Se il concorrente entrasse nei confronti perché comunica meglio casi d'uso e criteri di scelta?
Se il problema fosse nell'HTML, nel rendering, nella struttura informativa o nell'accessibilità tecnica delle informazioni?
Se fossimo già molto citati ma senza un percorso chiaro verso il contatto o l'acquisto?
Produrre cinquanta contenuti in più potrebbe significare spendere sul problema sbagliato.
C-ERO viene prima dell'intervento.
Misura. Confronta. Localizza il divario.
Solo allora ha senso decidere dove allocare risorse.
Non voglio un altro punteggio che non mi dice cosa fare.
Il digitale è pieno di numeri.
Score.
Percentuali.
Semafori.
Indici.
Il problema per chi amministra un'impresa arriva subito dopo:
che decisione prendo?
C-ERO non riduce automaticamente la rappresentazione a un voto unico perché il successo in uno stadio non implica quello nello stadio successivo.
Posso essere forte nel riconoscimento e debole nella citazione.
Posso essere citato e non entrare nei confronti.
Posso entrare nei confronti e perdere nella raccomandazione.
Posso essere raccomandato ma senza generare un passo successivo utilizzabile.
Sono problemi diversi.
Hanno costi diversi.
Richiedono interventi diversi.
La direzione deve poter sapere dove si trova il divario, non soltanto che esiste.
Se sto entrando in un nuovo mercato, voglio vedere il territorio prima di investirci.
Supponiamo che vogliamo entrare in una nuova categoria.
Oppure in un nuovo Paese.
Oppure spostare una linea dal consumer al professionale.
La domanda tradizionale è:
chi sono i concorrenti?
C-ERO ne aggiunge una:
chi domina oggi la rappresentazione delle domande alle quali vogliamo rispondere?
Le due risposte possono non coincidere.
L'azienda con la maggiore quota di mercato può non essere quella maggiormente raccomandata.
Un operatore più piccolo può presidiare molto bene alcune query decisive.
Un marketplace può occupare uno spazio nel quale pensavamo di trovare produttori.
Una fonte editoriale può essere il soggetto che definisce quali caratteristiche contano nella scelta.
Prima di decidere come comunicare posso quindi osservare il territorio digitale nel quale sto per entrare.
Se lancio un prodotto, voglio sapere se il mercato digitale ha capito ciò che abbiamo costruito.
Un prodotto può essere tecnicamente valido e commercialmente ben posizionato, ma essere rappresentato male.
Può essere associato alla categoria sbagliata.
Può non emergere nelle domande per le quali è stato progettato.
Può essere descritto attraverso caratteristiche secondarie.
Può comparire ma non entrare nelle shortlist.
Può essere confrontato con alternative inappropriate.
Per la direzione questo aggiunge una nuova domanda al processo di lancio:
il prodotto che abbiamo costruito è anche il prodotto che i sistemi digitali stanno comprendendo?
La distanza tra le due cose può essere osservata.
E può essere rimisurata dopo gli interventi.
Voglio proteggere ciò che l'impresa ha costruito.
Un'impresa non è una pagina web.
È storia, competenze, persone, prodotti, certificazioni, proprietà intellettuale, relazioni commerciali, reputazione e capacità di mantenere le promesse.
Eppure la sua rappresentazione digitale può dipendere da informazioni frammentate su molte fonti.
C-ERO prevede un registro della verità dell'entità: un riferimento verificato rispetto al quale valutare l'accuratezza delle affermazioni osservate.
Questo permette di individuare:
- informazioni obsolete;
- attributi mancanti;
- errori;
- ambiguità;
- confusioni tra entità;
- fonti non ufficiali che prevalgono;
- elementi strategici che l'impresa considera distintivi ma che non emergono.
Non significa decidere cosa un sistema terzo debba dire.
Significa sapere quando la rappresentazione osservata si allontana dai fatti che possiamo documentare.
Alla fine voglio un piano, non un report da archiviare.
Un'analisi crea valore quando cambia una decisione.
Per questo il lavoro non dovrebbe concludersi con una sequenza di screenshot e grafici.
La direzione dovrebbe poter rispondere a domande semplici:
Dove siamo forti?
Dove perdiamo rappresentazione?
Chi occupa quello spazio?
Quanto sono solide le evidenze?
Quali problemi meritano un intervento?
Quali possiamo ignorare?
Dove conviene investire per primo?
Che cosa può essere modificato concretamente?
Come sapremo se l'intervento ha funzionato?
Da qui nasce il piano operativo.
Non “miglioriamo la presenza AI”.
Ma, per esempio:
“siamo presenti nelle risposte di categoria, ma raramente entriamo nei confronti”.
Oppure:
“entriamo nei confronti, ma il competitor X viene raccomandato più frequentemente”.
Oppure:
“il prodotto viene riconosciuto, ma le fonti utilizzate per descriverlo non sono quelle ufficiali”.
Oppure:
“la fonte ufficiale possiede le informazioni, ma le espone in una struttura meno efficace di quella usata dai rival”.
Ora sappiamo quale problema stiamo cercando di risolvere.
Cosa deve arrivare sul tavolo della Direzione
Un progetto C-ERO destinato al management dovrebbe produrre almeno una lettura esecutiva composta da:
Quadro di rappresentazione
Dove l'impresa è presente e dove si interrompe il percorso tra recupero, riconoscimento, descrizione, citazione, confronto, raccomandazione e azionabilità.
Mappa di competitor e rival
Non soltanto i concorrenti già conosciuti, ma i soggetti effettivamente osservati negli spazi che interessano all'impresa.
Divari prioritari
Le differenze che hanno reale rilevanza rispetto all'obiettivo aziendale.
Confidence e limiti
Quanto possiamo fidarci della misura, su quale campione poggia e quali condizioni ne limitano l'interpretazione.
Piano di intervento
Asset interessato, azione proposta, rischio, risultato atteso, metrica di controllo e criterio di verifica.
Rimisurazione
Una nuova osservazione sotto condizioni confrontabili, senza trasformare automaticamente una variazione temporale in prova di causalità.
Voglio collegare il digitale agli obiettivi economici, senza inventare causalità
C-ERO può essere affiancato ai KPI dell'impresa.
Per esempio:
- richieste commerciali qualificate;
- conversioni assistite;
- ricerca del marchio;
- costo di acquisizione;
- quota di traffico non-brand;
- utilizzo delle pagine comparative;
- ingresso in nuove categorie;
- tasso di contatto;
- vendite di una linea;
- durata del ciclo commerciale.
Ma il metodo deve mantenere una distinzione rigorosa.
Se una misura C-ERO migliora e nello stesso periodo il fatturato è più alto, abbiamo una relazione temporale da analizzare.
Non automaticamente una causalità dimostrata.
Questa prudenza non riduce il valore dell'analisi.
Lo rende utilizzabile in una decisione seria.
C-ERO non promette di farci scegliere
Google, Gemini, ChatGPT e le altre superfici osservate appartengono a soggetti terzi.
Cambiano.
Le risposte possono variare.
Nessuno può seriamente garantire che un'impresa venga citata o raccomandata.
C-ERO non nasce per vendere quella promessa.
Nasce per rendere il fenomeno osservabile, confrontabile e governabile per quanto possibile.
È la stessa logica con cui un'impresa usa ricerche di mercato e intelligence competitiva.
Non controlliamo il mercato.
Ma sarebbe una cattiva ragione per decidere di non misurarlo.
La domanda finale è semplice
Oggi posso probabilmente rispondere a queste domande:
quanto traffico genera il sito?
quanto costa acquisire un cliente?
quali prodotti vendono di più?
quali campagne funzionano?
come siamo posizionati?
chi sono i concorrenti principali?
Provo ad aggiungerne una.
Quando qualcuno chiede a Gemini, ChatGPT o Google quale azienda, prodotto o soluzione scegliere nel mio mercato, che ruolo ha la mia impresa nella risposta?
Se conosco la risposta, possiedo una nuova informazione strategica.
Se non la conosco, ho una parte del mio mercato digitale che oggi non sto misurando.
C-ERO nasce per renderla osservabile.
Non per inseguire ogni risposta prodotta da un algoritmo.
Per aggiungere alla strategia d'impresa una parte della competizione digitale che è diventata troppo importante per rimanere invisibile.
Dal problema alla soluzione
Voglio capire come viene rappresentata la mia impresa
C-ERO non si ferma alla diagnosi: il perimetro del progetto stabilisce cosa osservare, quali evidenze raccogliere, dove intervenire e come verificare il risultato.