Che cosa facciamo
Un profilo social è una vetrina che resta aperta anche quando l'impresa è chiusa. Se è vuota, incoerente o ferma da mesi, racconta qualcosa che non avete scelto di raccontare.
Il nostro lavoro parte da lì: da come volete essere riconosciuti e da chi volete raggiungere. Poi si costruisce il resto.
- Piano editoriale. Che cosa dire, a chi, con quale frequenza e su quali canali: deciso prima, scritto, condiviso con voi.
- Contenuti. Testi, grafiche e video prodotti nella voce della vostra impresa, con i materiali che avete e quelli che servono. Niente immagini di repertorio spacciate per vostre.
- Pubblicazione e presidio. Uscite regolari, risposte a commenti e messaggi secondo regole concordate, un calendario che regge anche nei periodi pieni.
- Lettura dei risultati. Ogni mese un rendiconto breve: che cosa è stato pubblicato, che cosa ha funzionato, che cosa cambiamo.
Per chi
Per l'impresa che ha un prodotto o un servizio da raccontare e non ha il tempo, o le persone, per farlo con continuità. Per chi ha già dei profili aperti e li sente estranei. Per chi apre un canale nuovo e vuole partire con un'identità chiara.
Non per chi cerca follower in fretta: i numeri gonfiati non portano clienti, e noi non li vendiamo.
Come lavoriamo
- Ascolto. Un incontro per capire l'impresa, i clienti che avete e quelli che volete, i canali che usate e quelli che vi mancano.
- Identità e piano. Definiamo la voce, i temi e il ritmo. Vi consegniamo un piano editoriale scritto, con esempi di contenuto, prima di pubblicare qualsiasi cosa.
- Produzione e uscita. Prepariamo i contenuti con anticipo, li approvate, escono secondo calendario. Le grafiche seguono la vostra identità visiva, o quella che costruiamo insieme.
- Verifica e correzione. Ogni mese guardiamo i risultati rispetto agli obiettivi dichiarati all'inizio e aggiustiamo il piano. Un contenuto che non funziona si cambia, non si difende.
Dove lavoriamo
La sede è a Lioni, in provincia di Avellino; lavoriamo con imprese di tutta Italia. Social media marketing in provincia di Avellino
- Avellino
- Ariano Irpino
- Montoro
- Solofra
- Mercogliano
- Monteforte Irpino
- Atripalda
- Cervinara
- Grottaminarda
- Montella
- Sant'Angelo dei Lombardi
- Lioni
- Roma
- Milano
- Napoli
- Torino
- Palermo
- Genova
Domande frequenti
Decide con voi su quali canali stare e con quale obiettivo, scrive il piano editoriale, prepara testi, grafiche e video o ne coordina la produzione, li pubblica con regolarità, risponde a commenti e messaggi secondo regole concordate e ogni mese legge i dati per correggere il piano. Non è chi «fa i post»: è chi tiene insieme la voce dell'azienda su tutti i canali, perché somigli a ciò che l'azienda è davvero.
Quelli dove stanno i vostri clienti e dove avete qualcosa da mostrare. Facebook e Instagram sono il punto di partenza per molte attività rivolte al pubblico, dal negozio allo studio professionale. LinkedIn serve soprattutto a chi vende ad altre aziende o cerca personale. TikTok vive di video brevi e spontanei: ha senso se c'è qualcuno disposto a girarli con continuità. Meglio due canali curati che quattro aperti e fermi.
Con un unico piano per entrambi e un solo strumento di gestione, la Business Suite di Meta, che permette di programmare i contenuti e rispondere ai messaggi dei due canali nello stesso posto. La base sono profili completi e coerenti: nome, logo, descrizione, orari, contatti, collegamento al sito. Poi servono regolarità, contenuti adattati a ciascun canale invece che copiati, e un modo concordato per rispondere a chi scrive.
È il documento che stabilisce che cosa pubblicare, per chi, su quali canali e con quale ritmo, di solito per uno o tre mesi. Contiene i temi ricorrenti, il tono di voce, i formati — foto, caroselli, video, storie — e un calendario con le date importanti per l'azienda. Serve a non improvvisare ogni giorno e a far approvare i contenuti prima che escano, non dopo.
Non esiste un numero giusto per tutti. Conta più la costanza del volume: un ritmo sostenibile per mesi vale più di una settimana di post quotidiani seguita dal silenzio. Spesso si parte da due o tre contenuti a settimana per canale, con storie più frequenti; poi i dati dicono se cambiare ritmo o formato. Il limite vero è la qualità del materiale disponibile e il tempo di chi lo prepara.
No. La gestione dei social riguarda i contenuti pubblicati sui profili, che vedono soprattutto le persone che già vi seguono. Meta Ads è la pubblicità a pagamento su Facebook e Instagram: si sceglie un pubblico, anche di persone che non vi conoscono, e si misura ogni campagna su un obiettivo. Si possono fare separatamente, ma funzionano meglio insieme: la pubblicità porta persone nuove, i profili curati le convincono.
Stabilendo prima che cosa deve succedere: messaggi e richieste, visite al sito, prenotazioni, persone che passano in negozio citando un post. Poi si confrontano quei dati mese per mese, non i «mi piace». Le piattaforme mostrano copertura e interazioni; per sapere quante visite al sito arrivano dai social servono link tracciati e un'analisi del sito configurata. Se dopo qualche mese i dati scelti all'inizio non si muovono, il piano va cambiato.
Un profilo curato non vale per quanti lo seguono, ma per quanto somiglia all'impresa che rappresenta.
Parliamone
Raccontateci che cosa volete migliorare
Scriveteci di che cosa avete bisogno, anche in due righe: vi rispondiamo per capire insieme da dove partire.
